Una visita in cantina può essere molto più di una semplice degustazione, soprattutto quando il vino diventa il punto di partenza per conoscere un territorio. Cinque Quinti è una realtà familiare del Monferrato piemontese, non della Toscana, e propone vini locali, visite agli infernot UNESCO e momenti di convivialità tra le colline di Cella Monte. Qui raccolgo le informazioni più utili su cantina, etichette, degustazioni, prezzi e organizzazione della visita.
La cantina piemontese da conoscere tra vini, infernot e colline
- Località: Cella Monte, nel cuore del Monferrato, in Piemonte.
- Produzione: circa 35 ettari di vigneti distribuiti in 7 comuni.
- Vini da provare: Grignolino, Barbera, Monferrato Rosso e altre interpretazioni territoriali.
- Degustazione Classica: 4 vini, visita alla cantina e agli infernot, da 20 euro a persona.
- Degustazione Terroir: percorso più approfondito, da 30 euro a persona.
- Wine bar: calici da 5 a 7 euro e bottiglie da 19 a 38 euro.

Dove si trova e perché merita una visita
La cantina si trova a Cella Monte, piccolo borgo della provincia di Alessandria inserito nel paesaggio vitivinicolo del Monferrato. Il territorio è famoso per le colline coltivate a vite, i suoli di origine marina e gli infernot, ambienti sotterranei scavati a mano nella pietra da cantoni.
Questi spazi non erano pensati per ospitare persone, ma per conservare bottiglie e alimenti a temperatura relativamente stabile. La loro presenza ha contribuito al riconoscimento UNESCO del paesaggio vitivinicolo di Langhe, Roero e Monferrato. Per me è proprio questo l’aspetto più interessante della visita: il vino non viene presentato come un prodotto isolato, ma come il risultato di una storia agricola, geologica e familiare.Il nome dell’azienda nasce dal progetto di cinque fratelli che hanno scelto di portare avanti l’attività di famiglia con un approccio più contemporaneo. Oggi il progetto è gestito da quattro fratelli, mantenendo però il legame con le origini e con le vigne del territorio.
Quali vini assaggiare per capire il Monferrato
La produzione punta soprattutto sui vitigni piemontesi e sulle varietà che meglio raccontano le colline locali. Non sceglierei una bottiglia soltanto in base alla struttura o al prezzo. In questo caso conta capire quale uva si adatta meglio al momento e al piatto.
Grignolino
È uno dei simboli del Monferrato, spesso riconoscibile per il colore più scarico, la freschezza e una trama tannica vivace. Il nome richiama i numerosi vinaccioli presenti nell’acino, che possono contribuire alla sua particolare sensazione al palato.
Lo trovo interessante con antipasti piemontesi, salumi, fritture leggere e piatti non troppo elaborati. La versione più semplice è adatta alla convivialità, mentre le interpretazioni da vigne selezionate o con maggiore affinamento possono mostrare più profondità e persistenza.
Barbera
La Barbera ha un’acidità spiccata, frutto rosso e una buona capacità di accompagnare la cucina. È la scelta più facile quando in tavola ci sono agnolotti, brasati, carni arrosto o formaggi stagionati.
Etichette come Carisa permettono di comprendere il lato più diretto e gastronomico del vitigno. Quando invece la vinificazione e l’affinamento aumentano struttura e complessità, il vino richiede piatti più ricchi. Il mio consiglio è servirla leggermente fresca, intorno ai 16-18 °C, soprattutto nelle versioni giovani.
Leggi anche: Melini Chianti - Guida completa alla cantina storica
Le linee Classica e Terroir
La Linea Classica raccoglie vini freschi, immediati e facili da portare a tavola. Tra quelli proposti durante la degustazione ci sono Mariulin, Dedalo, Solista e Carisa.
La Linea Terroir cerca invece di mettere maggiormente in risalto suoli, vigne e carattere delle uve. Il percorso comprende etichette come ël Fól, Asutin, Grignolino Vigna San Pietro e Monferrato Rosso. Non la sceglierei per una degustazione veloce, ma per chi vuole confrontare stili diversi e capire meglio l’identità del Monferrato.
Come funziona la degustazione in cantina
La visita più completa dura circa un’ora e mezza e comprende la cantina storica, gli infernot e l’assaggio guidato dei vini. È una durata equilibrata: permette di ascoltare la storia del luogo senza trasformare l’esperienza in una lezione troppo tecnica.
La Degustazione Classica include quattro vini della linea omonima, accompagnati da grissini artigianali. Con un supplemento è possibile aggiungere un piccolo tagliere con salumi, formaggi e bruschette. Sono disponibili, su richiesta, anche versioni vegetariane, vegane e senza glutine.
La Degustazione Terroir segue lo stesso schema, ma propone quattro vini della linea dedicata all’espressione del territorio. La consiglierei a chi ha già una minima familiarità con il vino o vuole concentrarsi sui vitigni e sulle differenze tra le etichette.
Gli orari indicati dalla cantina sono generalmente 11:00, 13:00 nei fine settimana, 15:00 e 17:00. La prenotazione è importante, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, durante gli eventi e nei fine settimana primaverili e autunnali.
Prezzi e scelta dell’esperienza più adatta
I prezzi pubblicati per il 2026 aiutano a organizzare facilmente la giornata. La differenza tra le proposte non riguarda soltanto il costo, ma anche il livello di approfondimento e il tipo di vini inclusi.
| Esperienza | Cosa comprende | Prezzo a persona | Durata indicativa |
|---|---|---|---|
| Visita cantina e infernot | Tour guidato degli ambienti storici | 5 euro | Circa 20 minuti |
| Degustazione Classica | Visita, infernot e 4 vini della Linea Classica | 20 euro | Circa 1 ora e 30 |
| Classica con tagliere | Degustazione completa e piccolo tagliere | 25 euro | Circa 1 ora e 30 |
| Degustazione Terroir | Visita, infernot e 4 vini della Linea Terroir | 30 euro | Circa 1 ora e 30 |
| Terroir con tagliere | Degustazione approfondita e piccolo tagliere | 35 euro | Circa 1 ora e 30 |
Per un primo approccio sceglierei la Classica con tagliere, perché offre un buon equilibrio tra racconto, assaggi e cucina locale. Chi vuole soltanto godersi il paesaggio può optare per il wine bar, con calici da 5 a 7 euro, bottiglie da 19 a 38 euro e piccoli taglieri da 5 euro.
Le tariffe possono cambiare e le disponibilità dipendono dal calendario della cantina. Prima di partire conviene quindi controllare l’offerta aggiornata e prenotare l’orario desiderato.
Come inserirla in un itinerario nel Monferrato
La visita funziona bene come tappa di un fine settimana dedicato ai borghi e all’enogastronomia piemontese. Cella Monte merita tempo anche al di fuori della cantina, perché il paesaggio si apprezza soprattutto percorrendo con calma le strade tra vigne, cascine e piccoli centri collinari.
Per una giornata ben costruita abbinerei la degustazione a un pranzo con cucina monferrina e a una passeggiata nei dintorni. In primavera e in autunno il panorama è particolarmente suggestivo, ma proprio in questi periodi le prenotazioni tendono a riempirsi più rapidamente.
Se si arriva dalla Toscana, è utile chiarire subito la distanza culturale e geografica. Questa non è una cantina toscana e non propone Chianti o Brunello, ma un’esperienza legata a Piemonte, Grignolino, Barbera e infernot. Confondere le due aree significa perdere il punto forte della visita, cioè il carattere specifico del Monferrato.
La scelta giusta per vivere davvero questa cantina
La realtà di Cella Monte è adatta a chi vuole unire vino, paesaggio e racconto del territorio. Non la considererei soltanto un punto vendita, perché la visita agli infernot e il confronto tra Linea Classica e Linea Terroir aggiungono un valore che una semplice bottiglia non può offrire.
Per una prima esperienza punterei su una degustazione con tagliere, prenotata in anticipo e inserita in un itinerario tra i borghi del Monferrato. In questo modo il calice diventa la parte finale di un viaggio più completo, fatto di storia locale, vitigni autoctoni e convivialità, esattamente ciò che rende memorabile una visita in cantina.
