Bastano poche ore per capire perché Mulazzo sia uno dei borghi più interessanti della Lunigiana, ma per apprezzarlo davvero conviene seguirne il filo storico tra torri, rovine, libri e panorami appenninici. Ho raccolto le attrazioni da non perdere, le frazioni più significative e un modo pratico per organizzare la visita senza trasformarla in una corsa da un parcheggio all’altro.
Mulazzo unisce storia malaspiniana, memoria di Dante e paesaggi di montagna
- Via Dantis è il percorso più originale per esplorare il centro storico.
- La torre medievale, la Casa di Dante e l’Archivio Museo Malaspina raccontano il passato culturale del borgo.
- Montereggio è il paese dei librai ambulanti e della Festa del Libro.
- Il Santuario della Madonna del Monte, in quota, offre ampie vedute sulla Lunigiana.
- Per una visita completa servono almeno mezza giornata, meglio una giornata intera con le frazioni.

Cosa vedere a Mulazzo nel borgo storico
La visita comincia dal cuore medievale, raccolto sulla sommità del paese. Mulazzo fu il capoluogo del feudo dei Malaspina dello Spino Secco e conserva ancora tracce della struttura fortificata, tra resti del castello, porte antiche, palazzi signorili e una torre medievale. Non aspettatevi un castello integro da visitare stanza dopo stanza: qui il fascino sta soprattutto nella stratificazione del borgo e nei dettagli che emergono passeggiando lentamente.
La Via Dantis
Il percorso più caratteristico è la Via Dantis, un itinerario permanente all’aperto composto da nove tappe. Le stazioni, realizzate con opere in marmo, richiamano alcuni canti e temi della Divina Commedia e accompagnano il visitatore tra le vie del centro.
La passeggiata è interessante anche per chi non conosce a fondo Dante, perché unisce letteratura e architettura senza assumere il tono di un museo tradizionale. Il poeta soggiornò in Lunigiana intorno al 1306, ospite dei Malaspina, e questa presenza è uno dei fili narrativi più forti dell’identità locale. Io suggerisco di percorrere la Via Dantis senza fretta, mettendo in conto almeno 45-60 minuti per osservare le sculture e leggere le spiegazioni.
Casa di Dante e Teatrino Malaspina
Nella torre medievale si trova la Casa di Dante in Lunigiana, struttura culturale dedicata al rapporto tra il poeta e questo territorio. Le aperture possono variare in base alla stagione o agli eventi, quindi è prudente verificare gli orari con il Comune o con la Pro Loco prima di partire.
Merita attenzione anche il Teatrino Malaspina, ricavato dall’ex oratorio dell’Immacolata Concezione. È uno spazio raccolto, più legato alla vita culturale del paese che al turismo monumentale, e può ospitare mostre, incontri e iniziative. Accanto si incontrano l’antico lavatoio e scorci del tessuto abitato che rendono piacevole anche una semplice passeggiata fotografica.
Le tracce dei Malaspina da Mulazzo a Lusuolo
La storia dei Malaspina non si esaurisce nel centro del capoluogo. Il territorio comunale conserva resti e testimonianze distribuiti nelle frazioni, perciò la macchina è praticamente indispensabile se volete vedere più di un solo borgo.
Archivio Museo Malaspina
L’Archivio Museo Malaspina è il luogo giusto per dare profondità alla visita. La raccolta comprende oltre 9.000 libri, circa 600 testate periodiche e più di 25.000 documenti manoscritti legati alla famiglia e alla storia locale.
Una parte importante è dedicata ad Alessandro Malaspina, navigatore e protagonista di una spedizione intorno al mondo tra il 1789 e il 1794. Mappe, disegni e materiali scientifici aiutano a capire quanto fosse ampia la rete culturale e politica della famiglia. Non è una tappa da consumare in dieci minuti: calcolerei almeno un’ora, soprattutto se vi interessano storia, cartografia o viaggi esplorativi.
Il Castello di Lusuolo
Nella frazione di Lusuolo si trova una fortezza di origine medievale, restaurata e destinata anche a ospitare il Museo dell’Emigrazione della Gente di Toscana. È una visita preziosa perché sposta l’attenzione dai marchesi alle persone comuni, raccontando partenze, mestieri e percorsi migratori che hanno segnato la Toscana tra Ottocento e Novecento.
Il castello si trova in posizione dominante sulla valle del Magra. Prima di inserirlo nell’itinerario conviene controllare le modalità di apertura, perché non va considerato automaticamente accessibile ogni giorno. Se è chiuso, resta comunque interessante il borgo e il rapporto visivo tra la fortificazione e il paesaggio circostante.
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Castevoli e le rovine del territorio
Il Castello Malaspina di Castevoli è un’altra testimonianza del sistema feudale lunigianese. L’edificio è stato ricostruito a partire dai ruderi nel corso degli anni Novanta e oggi non va interpretato come un sito archeologico con apertura regolare garantita. Meglio informarsi in anticipo su eventuali visite o iniziative culturali.
Nel territorio si incontrano inoltre i resti dell’antico acquedotto malaspiniano, una torre di origine bizantina e palazzotti marchionali. Sono elementi meno spettacolari rispetto a un castello integro, ma proprio per questo raccontano bene la natura di Mulazzo: un paesaggio storico fatto di frammenti, percorsi e tracce da riconoscere.
Montereggio il paese dei librai
Tra le frazioni di Mulazzo, Montereggio è quella con l’identità più insolita. Dalla metà dell’Ottocento molti abitanti partirono con gerle di libri sulle spalle per vendere volumi in città italiane e straniere. Da questa tradizione nasce il legame con il Premio Bancarella e la fama di Montereggio come paese dei librai.
Oggi il borgo fa parte del circuito internazionale delle Book Town ed è dedicato alla cultura del libro. La visita non richiede molto tempo, ma acquista senso se la si affronta come un piccolo itinerario narrativo: piazze, insegne, memorie familiari e iniziative editoriali spiegano come l’emigrazione stagionale abbia trasformato un mestiere in una tradizione collettiva.
In estate si svolge la Festa del Libro, con incontri, presentazioni e autori. Le date cambiano, quindi è meglio consultare il calendario comunale prima di programmare il viaggio. Nei periodi senza eventi Montereggio è più tranquillo, ed è proprio allora che si apprezza maggiormente il carattere appartato del paese.
Madonna del Monte tra santuario e panorami
Per cambiare completamente atmosfera bisogna salire verso il Santuario della Madonna del Monte, in località Crocetta, a una quota vicina ai 1.000 metri. Il santuario ha origini antiche ed è documentato come luogo di culto e ospitalità per viandanti e pellegrini. La posizione, vicino al Passo dei Casoni, lo rende uno dei punti panoramici più belli del territorio di Mulazzo.
Da qui lo sguardo abbraccia la Lunigiana, l’Appennino e, nelle giornate limpide, anche rilievi più lontani verso il mare. Il valore della tappa non è solo religioso: il santuario è circondato da boschi, aree di sosta e sentieri, quindi funziona bene per una pausa nella natura o per un’escursione breve.
Esistono percorsi verso Montereggio e itinerari legati alle cosiddette Via delle Maestà, le piccole edicole votive che accompagnano alcuni tracciati. Le condizioni dei sentieri possono cambiare dopo piogge, frane o lavori: per questo porterei scarpe con suola adatta e chiederei conferma sul percorso effettivamente praticabile. Il santuario può avere aperture concentrate nelle domeniche e nelle occasioni religiose, non un orario turistico continuo.
Come organizzare la visita senza perdere tempo
Mulazzo si raggiunge comodamente in auto dall’uscita autostradale di Pontremoli, proseguendo per circa 7 chilometri lungo la viabilità provinciale. Il centro storico si visita a piedi, mentre per Lusuolo, Montereggio, Castevoli e Madonna del Monte bisogna prevedere spostamenti separati.
| Tempo disponibile | Itinerario consigliato | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| 2-3 ore | Centro storico, Via Dantis, Casa di Dante e scorci malaspiniani | Chi è di passaggio o visita Pontremoli e dintorni |
| Una giornata | Centro storico, Archivio Museo Malaspina, Montereggio e Madonna del Monte | Chi vuole unire cultura, panorami e passeggiate |
| Due giorni | Aggiunta di Lusuolo, Castevoli e altri borghi della Lunigiana | Chi preferisce un ritmo lento e più soste |
La maggior parte delle attrazioni all’aperto è visitabile senza biglietto, mentre musei e strutture culturali possono avere orari stagionali, aperture su prenotazione o accesso legato agli eventi. È il principale limite di una destinazione così piccola, ma anche parte del suo fascino: non si visita come una città d’arte con monumenti sempre aperti.
Per completare la giornata sceglierei una trattoria della Lunigiana e assaggerei specialità come testaroli, torte d’erbi e formaggi locali. Non serve costruire un itinerario gastronomico complesso: una pausa semplice in un paese di montagna restituisce meglio il carattere concreto e rurale della zona.
Il modo migliore per portarsi via Mulazzo
Mulazzo non punta sulla quantità di monumenti, ma sulla forza delle sue storie. Io lo sceglierei per una giornata lenta, con il centro storico al mattino, Montereggio o Lusuolo nel pomeriggio e la Madonna del Monte verso sera, quando la luce rende ancora più ampio il panorama.
La visita riesce meglio con scarpe comode, auto a disposizione e un controllo preventivo degli orari. Così il borgo non resta una semplice tappa fotografica, ma diventa una porta d’ingresso alla Lunigiana dei Malaspina, di Dante, dei librai e dei sentieri d’Appennino.
