Carapace di Arnaldo Pomodoro tra arte e vino in Umbria

Anna D'amico 12 giugno 2026
Vigneti in pendenza sotto un cielo nuvoloso, con un edificio a forma di cupola che ricorda il carapace di un animale e un obelisco rosso.

Indice

Tra le colline umbre, una grande cupola di rame sembra emergere dalla terra come il guscio di una tartaruga. È il Carapace di Arnaldo Pomodoro, una cantina-scultura della Tenuta Castelbuono che unisce arte contemporanea, paesaggio e produzione del vino. In questa guida spiego dove si trova, perché la sua forma è così particolare, cosa si vede durante la visita e come inserirla in un itinerario tra Bevagna, Montefalco e il Sagrantino.

Un’opera contemporanea da vivere tra arte e vino

  • Dove si trova: a Bevagna, in Umbria, nella Tenuta Castelbuono.
  • Chi l’ha progettata: Arnaldo Pomodoro, con la collaborazione degli architetti Giorgio e Luca Pedrotti.
  • Quando è stata realizzata: il progetto risale al 2005-2006, mentre i lavori si sono conclusi nel 2012.
  • Che cosa rappresenta: una tartaruga, simbolo di stabilità, protezione e longevità.
  • Che cosa offre: visite, degustazioni e un’esperienza immersiva nella cantina del Montefalco Sagrantino.

Vigneti verdi con un edificio a cupola color rame che ricorda il carapace di un animale. A sinistra, una struttura rossa a forma di prisma.

Che cos’è il Carapace e dove si trova

Il Carapace è la cantina della Tenuta Castelbuono, proprietà della famiglia Lunelli, nelle campagne di Bevagna, in provincia di Perugia. Non si trova quindi in Toscana, anche se può essere inserito facilmente in un itinerario dedicato ai grandi paesaggi e alle cantine d’autore del Centro Italia.

L’indirizzo è Vocabolo Castellaccio 9, Bevagna, in località Cantalupo. La struttura si trova tra Bevagna e Montefalco, nel territorio legato alla produzione del Montefalco Sagrantino DOCG. Il paesaggio circostante è parte integrante dell’esperienza, perché la cupola non è stata concepita come un edificio isolato, ma come una presenza che dialoga con vigneti e colline.

Elemento Informazione
Comune Bevagna, provincia di Perugia
Tenuta Castelbuono, gruppo Tenute Lunelli
Funzione Cantina, spazio di accoglienza, degustazione ed eventi
Materiali principali Rame, vetro, legno lamellare e calcestruzzo armato

La definizione più efficace, secondo me, è cantina-scultura. L’edificio non serve soltanto a custodire e affinare il vino, ma è stato pensato per essere attraversato, osservato e abitato. Proprio qui sta la sua originalità rispetto a una normale architettura produttiva.

La forma della tartaruga e il linguaggio di Pomodoro

La sagoma ricorda il carapace di una tartaruga, un’immagine scelta per evocare solidità e durata. Pomodoro si è ispirato alle colline umbre e al rapporto tra la terra coltivata e il cielo, cercando una forma capace di inserirsi nel paesaggio senza spezzarne l’armonia.

All’esterno si nota la grande cupola rivestita di rame. La superficie è attraversata da incisioni profonde che ricordano i solchi dei campi, una citazione diretta del terreno agricolo su cui l’opera poggia. Accanto alla cupola, una lunga freccia rossa sembra conficcarsi nel suolo e diventa il segno più riconoscibile dell’intero complesso.

Questa freccia non è un semplice elemento decorativo. Funziona come un accento visivo che guida lo sguardo e rende leggibile la struttura anche da lontano. A mio avviso, è proprio il contrasto tra il rame brunito della volta e il rosso acceso dell’elemento scultoreo a dare all’insieme una personalità così forte.

La struttura ha una pianta ellittica e poggia su 12 appoggi a terra. All’interno, il sistema di archi in legno lamellare rende visibile l’ossatura dell’edificio, quasi fosse lo scheletro di un animale primordiale. La copertura, invece di nascondere la struttura, la mette in scena.

Che cosa si vede entrando nella cantina-scultura

La sorpresa più grande arriva entrando. Dall’esterno la cupola appare compatta e silenziosa, mentre l’interno rivela una spazialità molto più articolata, fatta di travi, incisioni, luce filtrata e superfici materiche. Il visitatore non osserva una scultura da una distanza di sicurezza, ma cammina dentro l’opera.

Gli ambienti ospitano le attività legate alla vinificazione, all’affinamento e all’accoglienza. Una parte importante è la barricaia, dove il vino riposa in legno. La disposizione degli spazi segue una logica funzionale, ma mantiene sempre una forte componente scenografica.

Il percorso interno accompagna verso le zone più profonde della cantina. La scala elicoidale e gli arredi rossi rafforzano l’idea di scendere nel cuore della terra, là dove il vino acquista complessità con il tempo. Per me è questo il punto in cui l’architettura smette di essere soltanto spettacolare e diventa davvero coerente con la funzione della tenuta.

Il vino più legato al luogo è il Montefalco Sagrantino DOCG, prodotto con uve Sagrantino e affinato a lungo. La sua struttura, i tannini importanti e la capacità di evolvere negli anni trovano un corrispettivo naturale nella solidità della cupola e nelle sue forme profonde.

Come organizzare la visita

La visita conviene prenotarla in anticipo, soprattutto nei fine settimana, durante la vendemmia e nei periodi di maggiore affluenza turistica. Le formule disponibili possono cambiare in base alla stagione e agli eventi, quindi è prudente controllare orari, disponibilità e costi aggiornati prima della partenza.

In genere l’esperienza combina la scoperta della cantina con una degustazione dei vini della tenuta. Non la considererei una semplice sosta per assaggiare un calice: il valore sta nell’abbinamento tra racconto architettonico, paesaggio e produzione enologica.

  • Calcola almeno un’ora e mezza per vivere la visita senza fretta.
  • Indossa scarpe comode, perché il percorso comprende spazi interni e aree esterne.
  • Chiedi se la degustazione include il Sagrantino e gli altri vini della Tenuta Castelbuono.
  • Verifica in anticipo le condizioni per bambini, gruppi e persone con mobilità ridotta.
  • Se vuoi organizzare un evento, considera che la struttura è utilizzata anche per cerimonie e appuntamenti aziendali.

Un errore frequente è arrivare senza prenotazione pensando di poter visitare liberamente ogni ambiente. La tenuta è prima di tutto una cantina in attività, non un museo con apertura continua. La disponibilità dipende quindi dal calendario produttivo, dalle degustazioni e dagli eventi già programmati.

Che cosa vedere nei dintorni

La visita acquista ancora più senso se inserita in un itinerario di una giornata. Da Bevagna si può cominciare dal centro storico, uno dei borghi umbri meglio conservati, per poi proseguire verso Montefalco, celebre per il Sagrantino e per il panorama sulle vallate coltivate.

Bevagna merita tempo per le sue piazze, le chiese romaniche e l’impianto medievale. Montefalco offre invece un legame più diretto con la cultura del vino, oltre a viste ampie che aiutano a capire il paesaggio nel quale la cantina è stata inserita.

Tappa Perché inserirla Tempo consigliato
Tenuta Castelbuono Arte contemporanea, cantina e degustazione 1,5-2 ore
Bevagna Borgo storico e architettura medievale 2-3 ore
Montefalco Panorama, vino e musei 2-3 ore

Se ami l’arte contemporanea, ti consiglio di non limitarti alla fotografia esterna. La cupola è fotogenica, certo, ma la sua forza si comprende soprattutto dall’interno, osservando come luce, materiali e struttura cambiano mentre ci si muove nello spazio.

Perché questa opera è importante nel panorama italiano

Il progetto è interessante perché supera la distinzione abituale tra edificio e scultura. Arnaldo Pomodoro, noto soprattutto per le sue opere monumentali e per le superfici segnate da fratture e incisioni, applica qui il proprio linguaggio a un’architettura destinata a una funzione concreta.

La realizzazione ha richiesto sei anni di lavoro, dal progetto iniziale fino alla conclusione nel 2012. La collaborazione con gli architetti Giorgio e Luca Pedrotti ha permesso di trasformare l’intuizione artistica in una struttura capace di accogliere persone, macchinari, vino e attività quotidiane.

Non tutte le cantine d’autore funzionano allo stesso modo. Alcune colpiscono per la monumentalità, altre per la perfetta integrazione nel paesaggio. Questa, secondo la mia esperienza, riesce soprattutto quando mette in relazione il gesto artistico con il carattere del Sagrantino, un vino intenso, lento e longevo.

Un incontro da ricordare tra rame, vigneti e Sagrantino

Il Carapace non è una deviazione puramente estetica, né una cantina tradizionale decorata con qualche elemento artistico. È un luogo in cui la forma dell’edificio racconta la terra, mentre il vino dà un significato pratico a ogni spazio.

Per visitarlo bene, suggerisco di arrivare con due curiosità diverse: quella di chi vuole capire un’opera di architettura contemporanea e quella di chi desidera conoscere il vino umbro. Solo tenendole insieme si coglie davvero il valore di questa cupola che protegge, custodisce e allo stesso tempo si lascia vivere.

Domande frequenti

Il Carapace si trova alla Tenuta Castelbuono, in località Cantalupo a Bevagna, in provincia di Perugia. L’indirizzo è Vocabolo Castellaccio 9, tra Bevagna e Montefalco, nel territorio del Montefalco Sagrantino DOCG.

La grande cupola di rame richiama il carapace di una tartaruga, simbolo di stabilità, protezione e longevità. Le incisioni sulla superficie ricordano i solchi dei campi, mentre la freccia rossa conficcata nel terreno è l’elemento visivo più riconoscibile dell’opera.

È consigliabile prenotare in anticipo, soprattutto nei fine settimana, durante la vendemmia e nei periodi di maggiore affluenza. Le formule possono includere visita e degustazione, ma orari, disponibilità e costi vanno verificati prima della partenza. Per l’esperienza completa occorre calcolare almeno un’ora e mezza e indossare scarpe comode.

La visita può essere inserita in un itinerario tra Bevagna e Montefalco. Bevagna offre un centro storico medievale, piazze e chiese romaniche, mentre Montefalco propone panorami sulle vallate, musei e un legame diretto con la cultura del Sagrantino.

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Autor Anna D'amico
Anna D'amico
Mi chiamo Anna D'Amico e ho accumulato 12 anni di esperienza nel campo della guida turistica, con un focus particolare sui borghi e sull'enogastronomia toscana. La mia passione per questa regione è nata durante un viaggio che mi ha aperto gli occhi sulla sua bellezza e sulla ricchezza delle sue tradizioni culinarie. Da allora, ho dedicato la mia carriera a esplorare e condividere le meraviglie della Toscana, aiutando i lettori a scoprire angoli nascosti e a comprendere meglio le specialità gastronomiche locali. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e aggiornate, confrontando fonti e semplificando argomenti complessi per rendere la conoscenza accessibile a tutti. Scrivo di borghi affascinanti, piatti tipici e vini pregiati, sempre con l'obiettivo di trasmettere l'autenticità della cultura toscana. La mia esperienza mi permette di seguire le tendenze del settore e di organizzare le informazioni in modo chiaro, affinché ogni lettore possa vivere un'esperienza indimenticabile nella mia amata Toscana.

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