Quando si sceglie una cantina a Montalcino, non basta sapere che produce Brunello: contano il territorio, il lavoro in vigna, lo stile del vino e la possibilità di vivere un’esperienza coerente con il paesaggio toscano. Uccelliera di Montalcino unisce una storia agricola radicata a Castelnuovo dell’Abate, una produzione centrata sul Sangiovese e visite su prenotazione. Qui raccolgo le informazioni più utili su vini, vinificazione, degustazioni e abbinamenti.
Una cantina di Castelnuovo dell’Abate tra identità e precisione
- Brunello DOCG prodotto con Sangiovese selezionato nei vigneti aziendali.
- Affinamento di almeno 24 mesi in legno e 6 mesi in bottiglia per la versione 2021.
- Visite su prenotazione, con gruppi fino a 12 persone e degustazioni a pagamento.
- Territorio segnato da suoli argilloso-calcarei, galestro e altitudini comprese tra 150 e 350 metri.
- Abbinamenti ideali con carni arrosto, cacciagione, pecorini stagionati e cucina toscana.

Una storia agricola nata ai piedi del Monte Amiata
Uccelliera si trova a Castelnuovo dell’Abate, sul versante sud-orientale di Montalcino, in una zona vicina all’Abbazia di Sant’Antimo e affacciata verso il Monte Amiata. Il nome del podere ha origini antiche e potrebbe richiamare l’allevamento di rapaci praticato nell’area durante il Medioevo.
Andrea Cortonesi acquistò il podere nel 1986, quando la proprietà comprendeva olivi secolari, terreni agricoli e una piccola vigna. Mi sembra un dettaglio importante perché aiuta a leggere l’azienda non come una realtà costruita soltanto attorno al successo del Brunello, ma come un progetto agricolo sviluppato nel tempo.
Il lavoro manuale e il rispetto per l’annata restano al centro della filosofia produttiva. Le vigne sono allevate con cordone speronato e guyot, due sistemi di potatura che permettono di regolare la vigoria della pianta e la quantità di uva prodotta.
Quali vini trovare e come scegliere la bottiglia giusta
La produzione è concentrata soprattutto su Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino segnala inoltre una piccola produzione di Rapace Toscana, un taglio con Sangiovese, Cabernet e Merlot.| Vino | Stile | Quando sceglierlo |
|---|---|---|
| Brunello di Montalcino | Strutturato, complesso e adatto all’evoluzione | Per una cena importante o per una bottiglia da conservare |
| Rosso di Montalcino | Più agile e immediato, ma con la stessa matrice territoriale | Per accompagnare la cucina quotidiana toscana |
| Rapace Toscana | Rosso da uvaggio, più libero rispetto alle denominazioni locali | Per chi desidera confrontare il Sangiovese con varietà internazionali |
Io partirei dal Rosso se si vuole capire il carattere della casa senza aspettare anni di evoluzione. Il Brunello, invece, ha senso quando si cercano profondità, tannino e capacità di accompagnare piatti complessi, non semplicemente un vino rosso potente.
Come nasce il Brunello dell’azienda
Il Brunello è ottenuto da 100% Sangiovese proveniente da circa 11 ettari iscritti alla denominazione, con vigneti situati tra 150, 250 e 350 metri di altitudine. I terreni mescolano argilla, calcare, sabbia e galestro, una combinazione che contribuisce alla struttura del vino ma anche alla sua componente minerale.
La raccolta è manuale e la selezione avviene già in vendemmia. Dopo la raccolta, le uve vengono portate rapidamente in cantina e raffreddate con ghiaccio secco, una pratica usata per limitare l’ossidazione e preservare la freschezza aromatica del frutto.Le basse temperature vengono mantenute per 7-8 giorni, favorendo lo sviluppo dei lieviti indigeni. La fermentazione alcolica parte spontaneamente intorno ai 12 °C e arriva fino a 27 °C, con una durata complessiva di circa 25-30 giorni. I frequenti rimontaggi, cioè il passaggio del mosto sopra le bucce, aiutano a estrarre colore, profumi e tannini.
La fermentazione malolattica avviene in acciaio inox. Per la versione 2021, la scheda tecnica aziendale indica almeno 24 mesi in botti di rovere di Slavonia e francese, seguiti da almeno 6 mesi in bottiglia. Il risultato atteso è un Brunello capace di unire frutto maturo, acidità e tannino, senza affidare tutta la personalità al legno.
Cosa sapere prima di prenotare una visita
La visita va organizzata in anticipo. Le informazioni pubblicate dal Consorzio indicano orari su prenotazione dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00, con gruppi fino a 12 persone. Le degustazioni risultano a pagamento e sono disponibili in italiano, inglese, tedesco e francese.
- Le visite non sono indicate per il sabato e la domenica.
- Il prezzo della degustazione va verificato direttamente al momento della prenotazione.
- È consigliabile comunicare in anticipo eventuali esigenze alimentari o richieste di abbinamento.
- La cantina si trova al Podere Uccelliera 45, nella frazione di Castelnuovo dell’Abate, a Montalcino.
La disponibilità può cambiare in base alla stagione e ai lavori agricoli. Per questo non considererei sufficiente presentarsi senza appuntamento, soprattutto durante la vendemmia o nei periodi di maggiore affluenza turistica.
Come degustare e con cosa abbinarlo
Il Brunello dà il meglio a una temperatura di circa 18 °C. Se la bottiglia è giovane, consiglio di aprirla almeno 30-60 minuti prima del servizio; per annate mature è preferibile procedere con cautela, assaggiando il vino dopo l’apertura per capire se abbia bisogno di ossigenazione.
Nel calice cercherei profumi di ciliegia scura, viola, erbe aromatiche e spezie, accompagnati da una trama tannica ancora percepibile. Il tannino non è un difetto: è la sensazione leggermente asciutta che rende il vino adatto a piatti ricchi di proteine e ne sostiene l’evoluzione.
- Carni arrosto e brasati, perché la struttura del piatto ammorbidisce il tannino.
- Cinghiale e selvaggina, abbinamento naturale con un vino intenso e territoriale.
- Pecorini toscani stagionati, soprattutto quando presentano sapidità e una buona persistenza.
- Pappardelle al ragù, scelta più conviviale e meno impegnativa rispetto alla selvaggina in umido.
Eviteri invece di servirlo con antipasti delicati, pesce leggero o piatti molto piccanti. In quei casi la sua struttura rischia di coprire il cibo, mentre il Rosso di Montalcino sarebbe spesso una scelta più equilibrata.
Il modo migliore per vivere questa tappa nel territorio
Una visita a Uccelliera ha più senso se inserita in un itinerario tra Castelnuovo dell’Abate, l’Abbazia di Sant’Antimo e le colline del Val d’Orcia. Il vino diventa così parte di un paesaggio fatto di boschi, olivi, vigneti e strade panoramiche, non una semplice degustazione isolata.
La mia scelta sarebbe prenotare una visita tranquilla, assaggiare prima il Rosso e poi il Brunello, annotando le differenze di profumo, acidità e tannino. È un approccio semplice, ma aiuta a capire davvero come una stessa zona possa esprimersi in versioni diverse e perché, a Montalcino, il territorio conti tanto quanto l’annata.
