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Uccelliera di Montalcino - Brunello, visita e abbinamenti

Michelle Montanari 17 luglio 2026
Un bicchiere di Brunello di Montalcino, un vino pregiato, accanto a un bouquet di fiori e una bottiglia CastelGiocondo.

Indice

Quando si sceglie una cantina a Montalcino, non basta sapere che produce Brunello: contano il territorio, il lavoro in vigna, lo stile del vino e la possibilità di vivere un’esperienza coerente con il paesaggio toscano. Uccelliera di Montalcino unisce una storia agricola radicata a Castelnuovo dell’Abate, una produzione centrata sul Sangiovese e visite su prenotazione. Qui raccolgo le informazioni più utili su vini, vinificazione, degustazioni e abbinamenti.

Una cantina di Castelnuovo dell’Abate tra identità e precisione

  • Brunello DOCG prodotto con Sangiovese selezionato nei vigneti aziendali.
  • Affinamento di almeno 24 mesi in legno e 6 mesi in bottiglia per la versione 2021.
  • Visite su prenotazione, con gruppi fino a 12 persone e degustazioni a pagamento.
  • Territorio segnato da suoli argilloso-calcarei, galestro e altitudini comprese tra 150 e 350 metri.
  • Abbinamenti ideali con carni arrosto, cacciagione, pecorini stagionati e cucina toscana.

Uomo in una vigna a Montalcino, con filari di viti verdi e colline sullo sfondo.

Una storia agricola nata ai piedi del Monte Amiata

Uccelliera si trova a Castelnuovo dell’Abate, sul versante sud-orientale di Montalcino, in una zona vicina all’Abbazia di Sant’Antimo e affacciata verso il Monte Amiata. Il nome del podere ha origini antiche e potrebbe richiamare l’allevamento di rapaci praticato nell’area durante il Medioevo.

Andrea Cortonesi acquistò il podere nel 1986, quando la proprietà comprendeva olivi secolari, terreni agricoli e una piccola vigna. Mi sembra un dettaglio importante perché aiuta a leggere l’azienda non come una realtà costruita soltanto attorno al successo del Brunello, ma come un progetto agricolo sviluppato nel tempo.

Il lavoro manuale e il rispetto per l’annata restano al centro della filosofia produttiva. Le vigne sono allevate con cordone speronato e guyot, due sistemi di potatura che permettono di regolare la vigoria della pianta e la quantità di uva prodotta.

Quali vini trovare e come scegliere la bottiglia giusta

La produzione è concentrata soprattutto su Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino segnala inoltre una piccola produzione di Rapace Toscana, un taglio con Sangiovese, Cabernet e Merlot.
Vino Stile Quando sceglierlo
Brunello di Montalcino Strutturato, complesso e adatto all’evoluzione Per una cena importante o per una bottiglia da conservare
Rosso di Montalcino Più agile e immediato, ma con la stessa matrice territoriale Per accompagnare la cucina quotidiana toscana
Rapace Toscana Rosso da uvaggio, più libero rispetto alle denominazioni locali Per chi desidera confrontare il Sangiovese con varietà internazionali

Io partirei dal Rosso se si vuole capire il carattere della casa senza aspettare anni di evoluzione. Il Brunello, invece, ha senso quando si cercano profondità, tannino e capacità di accompagnare piatti complessi, non semplicemente un vino rosso potente.

Come nasce il Brunello dell’azienda

Il Brunello è ottenuto da 100% Sangiovese proveniente da circa 11 ettari iscritti alla denominazione, con vigneti situati tra 150, 250 e 350 metri di altitudine. I terreni mescolano argilla, calcare, sabbia e galestro, una combinazione che contribuisce alla struttura del vino ma anche alla sua componente minerale.

La raccolta è manuale e la selezione avviene già in vendemmia. Dopo la raccolta, le uve vengono portate rapidamente in cantina e raffreddate con ghiaccio secco, una pratica usata per limitare l’ossidazione e preservare la freschezza aromatica del frutto.

Le basse temperature vengono mantenute per 7-8 giorni, favorendo lo sviluppo dei lieviti indigeni. La fermentazione alcolica parte spontaneamente intorno ai 12 °C e arriva fino a 27 °C, con una durata complessiva di circa 25-30 giorni. I frequenti rimontaggi, cioè il passaggio del mosto sopra le bucce, aiutano a estrarre colore, profumi e tannini.

La fermentazione malolattica avviene in acciaio inox. Per la versione 2021, la scheda tecnica aziendale indica almeno 24 mesi in botti di rovere di Slavonia e francese, seguiti da almeno 6 mesi in bottiglia. Il risultato atteso è un Brunello capace di unire frutto maturo, acidità e tannino, senza affidare tutta la personalità al legno.

Cosa sapere prima di prenotare una visita

La visita va organizzata in anticipo. Le informazioni pubblicate dal Consorzio indicano orari su prenotazione dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00, con gruppi fino a 12 persone. Le degustazioni risultano a pagamento e sono disponibili in italiano, inglese, tedesco e francese.

  • Le visite non sono indicate per il sabato e la domenica.
  • Il prezzo della degustazione va verificato direttamente al momento della prenotazione.
  • È consigliabile comunicare in anticipo eventuali esigenze alimentari o richieste di abbinamento.
  • La cantina si trova al Podere Uccelliera 45, nella frazione di Castelnuovo dell’Abate, a Montalcino.

La disponibilità può cambiare in base alla stagione e ai lavori agricoli. Per questo non considererei sufficiente presentarsi senza appuntamento, soprattutto durante la vendemmia o nei periodi di maggiore affluenza turistica.

Come degustare e con cosa abbinarlo

Il Brunello dà il meglio a una temperatura di circa 18 °C. Se la bottiglia è giovane, consiglio di aprirla almeno 30-60 minuti prima del servizio; per annate mature è preferibile procedere con cautela, assaggiando il vino dopo l’apertura per capire se abbia bisogno di ossigenazione.

Nel calice cercherei profumi di ciliegia scura, viola, erbe aromatiche e spezie, accompagnati da una trama tannica ancora percepibile. Il tannino non è un difetto: è la sensazione leggermente asciutta che rende il vino adatto a piatti ricchi di proteine e ne sostiene l’evoluzione.

  • Carni arrosto e brasati, perché la struttura del piatto ammorbidisce il tannino.
  • Cinghiale e selvaggina, abbinamento naturale con un vino intenso e territoriale.
  • Pecorini toscani stagionati, soprattutto quando presentano sapidità e una buona persistenza.
  • Pappardelle al ragù, scelta più conviviale e meno impegnativa rispetto alla selvaggina in umido.

Eviteri invece di servirlo con antipasti delicati, pesce leggero o piatti molto piccanti. In quei casi la sua struttura rischia di coprire il cibo, mentre il Rosso di Montalcino sarebbe spesso una scelta più equilibrata.

Il modo migliore per vivere questa tappa nel territorio

Una visita a Uccelliera ha più senso se inserita in un itinerario tra Castelnuovo dell’Abate, l’Abbazia di Sant’Antimo e le colline del Val d’Orcia. Il vino diventa così parte di un paesaggio fatto di boschi, olivi, vigneti e strade panoramiche, non una semplice degustazione isolata.

La mia scelta sarebbe prenotare una visita tranquilla, assaggiare prima il Rosso e poi il Brunello, annotando le differenze di profumo, acidità e tannino. È un approccio semplice, ma aiuta a capire davvero come una stessa zona possa esprimersi in versioni diverse e perché, a Montalcino, il territorio conti tanto quanto l’annata.

Domande frequenti

La visita deve essere organizzata in anticipo. Le degustazioni sono a pagamento, si svolgono su prenotazione dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00, con gruppi fino a 12 persone e disponibilità in italiano, inglese, tedesco e francese. Le visite non sono indicate per sabato e domenica, quindi è consigliabile verificare orari e prezzo direttamente con la cantina.

La produzione comprende soprattutto Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino, oltre a una piccola quantità di Rapace Toscana, un uvaggio di Sangiovese, Cabernet e Merlot. Il Rosso è più agile e immediato, mentre il Brunello è strutturato, complesso e adatto all’evoluzione. Il Rapace è indicato per chi vuole confrontare il Sangiovese con varietà internazionali.

Il Brunello nasce da Sangiovese al 100% proveniente da circa 11 ettari, con vigneti tra 150 e 350 metri su terreni argilloso-calcarei, sabbiosi e ricchi di galestro. La vendemmia è manuale, la fermentazione parte spontaneamente e dura circa 25-30 giorni, dopo una fase a basse temperature di 7-8 giorni. Per la versione 2021 sono indicati almeno 24 mesi in botti di rovere di Slavonia e francese, seguiti da almeno 6 mesi in bottiglia.

Il Brunello va servito intorno ai 18 °C. Una bottiglia giovane può essere aperta 30-60 minuti prima, mentre per le annate mature è meglio valutare con cautela l’ossigenazione. Gli abbinamenti più adatti sono arrosti, brasati, cinghiale, selvaggina, pecorini toscani stagionati e pappardelle al ragù.

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Autor Michelle Montanari
Michelle Montanari
Mi chiamo Michelle Montanari e ho 14 anni di esperienza nel campo della guida turistica, con un focus particolare sui borghi e l'enogastronomia toscana. La mia passione per questa regione è nata durante i miei viaggi, quando ho scoperto la ricchezza delle tradizioni culinarie e la bellezza dei piccoli paesi che raccontano storie secolari. Mi dedico a esplorare e condividere queste meraviglie, aiutando i lettori a comprendere non solo cosa vedere, ma anche cosa assaporare e vivere. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e aggiornate. Verifico sempre le fonti e confronto le informazioni per garantire che ciò che scrivo sia chiaro e accessibile. Mi piace semplificare argomenti complessi e seguire le tendenze del settore, in modo da offrire contenuti che possano arricchire l’esperienza di chi desidera scoprire la Toscana in modo autentico.

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